Covid-19 e artigiani. La nostra storia

Pubblichiamo qui l’articolo apparso sul Bollettino Parrocchiale della nostra Rovellasca. Un ricordo dei mesi più terribili di questa pandemia, visti con il nostro occhio di imprenditori artigiani, nella speranza che le notizie di questi giorni sulla recrudescenza della malattia con le sue varianti mutino presto grazie anche alla campagna vaccinale. Qui il link per scaricare tutto il numero https://lnx.parrocchiadirovellasca.it/wp-content/uploads/2020/09/202009bollettino.pdf

E’ arrivato silenzioso e ci ha sorpreso e colpito tutti con forza. L’ordine di sospendere tutte le le attività lavorative era nell’aria da un paio di settimane prima del 10 marzo, e nonostante questo continuavamo, mascherine a parte, a lavorare più o meno come nulla fosse. I contatti con i nostri colleghi e fornitori(molti dei quali collocati nelle zone più colpite della bergamasca e del bresciano) non facevano presagire soluzioni veloci. Se è vero che gli artigiani sono spesso in“ritardo”con le consegne dei lavori è per lo più dovuto alla grande mole di lavoro che supportano in strutture spesso medio/piccole come la nostra. Essere di colpo senza far nulla, a casa, ha rappresentato una novità psicologica che ci ha trovati dobbiamo ammettere impreparati.  Dopo i primi giorni di assestamento vissuti un po’ come una vacanza(anchese forzata) ci siamo focalizzati sulla organizzazione del tempo e delle risorse. Innanzitutto il pensiero si è rivolto a chi lavorava con noi, cercando di dare supporto economico e garantendo la messa in campo immediata di tutti gli strumenti(cassaintegrazione in primis) che si rendevano possibili. Secondariamente, dividersi i compiti tra ufficio fisico(fortunatamenteancora sotto casa e quindi gestibile) per chiudere le ultime incombenze amministrative, e quello virtuale. Certamente l’aver impostato da tempo la possibilità di avere uno spazio di archiviazione cloud, la fatturazione elettronica in remoto e la dimestichezza con i vari servizi di messaggistica e videoconferenza on line ci ha aiutato. In particolare abbiamo cercato di applicare quello che è il tratto distintivo degli artigiani italiani, cioè la creatività. Abbiamo rinnovato e potenziato la nostra attività on-line, aggiornando il più possibile il nostro sito internet, creando una sezione dedicata al covid-19 con i prodotti che potevano risultare utili alla ripresa delle attività(lebarriere anti-droplet in vetro) e veicolando oltre alla normale“pubblicità”sui canali social, anche le informazioni utili che ci arrivavano dalla nostra associazione di categoria come le interviste fatte dai giovani di confartigianato. La formazione continua fornita attraverso webinar dai nostri fornitori abituali ci ha permesso di crescere professionalmente integrando la nostra esperienza sul campo. Collegato a tutto questo un nuovo sistema di comunicazioni con i clienti basato proprio sull’interazione tra social/sito e app di messaggistica. Indissolubilmente legato alla creatività è il tema del carattere“familiare”della nostra azienda artigiana, costruito negli anni attraverso reti di relazioni che travalicano l’aspetto meramente lavorativo. Passato il primo impatto abbiamo avuto la bella sorpresa di tanti clienti e fornitori che telefonavano, mandavano messaggi, creando così una rete di supporto e condivisione. Una cordialità che ha fatto bene a tutti e ci ha fatti sentire più vicini. Infine dal punto di vista personale abbiamo potuto riscoprire la preghiera in famiglia, la messa mattutina del Papa e lo spendere il tempo con un ritmo più lento. 
La ripresa è stata per certi versi brutale e vorremmo che nella frenesia di questa“corsa”per recuperare il tempo perduto, non dimenticassimo il lock-down e ciò che ha significato nel cuore e nella mente nostra e di tutti. 
Vetreria F.lli Galbusera